Accademia del Dialetto Milanese - sciroeu

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Accademia
Cesare Mainardi

Milanese di Milano, li nacque nel 1900 e morì nel 1984. Laureatosi in ingegneria, lavorò nel ramo assicurativo. Da sempre il suo primo amore fu la poesia e, seppur consapevole delle sue doti, visse sempre ai margini dei gruppi poetici dialettali milanesi.
Per un lungo periodo fu anche vicedirettore del periodico "La martinelli di Milano". Era un uomo molto riservato tanto da sembrare ombroso e schivo. Nel campo poetico, il suo ideale era Delio Tessa; fu grande amico del Guicciardi.

La sua poetica, seppure da molti definita intimistica e tradizionale, veniva espressa con grafia e suoni moderni, sempre vicino ai suoi tempi.
Con gli amici Cazzetta e Antonini fu promotore e fondatore del "Sciroeu di poètta".
Fra le sue opere è doveroso ricordare: Pianta a Milan e El cancèll del 1959; Valzer del 1964; Fuga del 1977; Settembre del 1983; Ona stèlla, ona cros.

Ambrogio Maria Antonini

Nato a Milano nel 1901, ci ha lasciato qualche anno fa, 1987. Avvocato di professione, grande storico, poeta, umanista massimo esperto di cose milanesi. Ingegno eclettico sempre fedele al C.A.L. "Cenobio degli avvocati lombardi" di cui per anni ne fu l'anima e il faro.

In qualità di esperto e studioso della lingua milanese, nel 1983 pubblica il "Vocabolario Italiano-Milanese".
Basterebbe ricordare questi due riconoscimenti assegnatigli dalla Città di Milano: 1979, "Cittadino Benemerito" e 1981 "Premio Carlo Porta", per comprenderne il peso del personaggio.

Le sue opere: nel campo della poesia ricordiamo Rid per minga piang; Per le vie di Milano - passeggiate in rima per le vie milanesi; Milan in quattordes vèrs; La dònna in de la mia poesia.
Famose ed ammirate sono pure le sue traduzioni in vernacolo come: Faust di Goethe; Gerusalemme Liberata del Tasso; L'Odissea di Omero e soprattutto va ricordata la Divina Commedia di Dante che, contrariamente a quella del Porta, è eseguita rispettando rigorosamente la terza rima dantesca.

L'Antonini cercò anche di cimentarsi con la poesia epica con La canzon de Legnan. L'ultimo suo lavoro, 1985, è la fedele traduzione in dialetto milanese del "Mrèio" (Mirella) poema provenzale di Frederì Mistral. L'Antonini, con Pier Gildo Bianchi, Dino Gabiazzi, Giovanni Luzzi e Casare Mainardi fu promotore e fondatore dell'Accademia del Dialètt Milanes.

Giovanni Luzzi

Noto e valente avvocato, era nato a Milano nel 1901 dove esercitò l'avvocatura per parecchi anni. Uomo eclettico, oltre ad essere grande studioso nel suo ramo ed in particolare di psicologia giudiziaria, si esprimeva a grandi livelli anche nel campo figurativo: pittura e scultura e non di meno era la sua valenza elevata in campo poetico e letterario. Ci lasciò nel 1982.

Si cimentò anche nel teatro, per il quale scrisse L'aria del dopoguerra; Legna e carboni; Vedova Ballabio; L'avocatt di lader; commedie che mai furono rappresentate. Scrisse inoltre saggi di cronaca e di storia, a volte romanzati, come Il giallo della stretta Bagnera; Il vero castello dell'Innominato manzoniano ed in collaborazione col prof. Claudio Beretta Letteratura milanese dalle origini al Porta.

Per quanto riguarda il vernacolo milanese, tra l'altro pubblicò le seguenti raccolte di versi Ai temp di caròtol e del baston (1945); Milan di poveritt (1958); I cinquanta sonètt del Pedrin Pepiate; Milan e poeu pù (1978). In collaborazione con Luigi Carcano scrisse in prosa Parla el Luisin tassista e una traduzione recitabile dei più famosi colloqui de "I Promessi Sposi". Vanno inoltre ricordati i testi Uomini in pena (1943); La sciostrera; ed inoltre Inscì parla la mala, una sorta di dizionario gergale della mala milanese.

Nel 1978, con Antonio Maria Antonini, Pier Gildo Bianchi, Dino Gabiazzi e Cesare Mainardi fonda l'Accademia del Dialètt Milanes.

Dino Gabiazzi

Nato a Milano nel 1913, si distinse nel campo del canto (fu bravo baritono), regista teatrale per la Compagnia della Famiglia Meneghina, imprenditore e seppur tardi iniziò ad occuparsi di poesia dialettale, qualcuno arrivò a definirlo un secondo Tessa.
Fu grande studioso del Porta e la sua poetica ha subito l'influenza dei suoi grandi predecessori. Vincitore di innumerevoli premi e concorsi poetico-letterrari tra cui il Sant'Ambroeus (1974) il Carlo Porta, il Luce Meneghina, il Manzoni d'oro.

Oltre ad essere stato un illustre esponente della Famiglia Meneghina, fu docente di Grammatica del dialetto milanese presso il Circolo Filologico Milanese e Socio fondatore dell'Accademia del Dialètt Milanes.
Morì in Milano nel 1989.

Pier Gildo Bianchi

Nato a Milano nel 1920, ambrosiano puro sangue (il bisnonno materno, Carlo Moretti, ha combattuto nelle Cinque Giornate), ha coltivato fin da ragazzo la passione dello scrivere in versi, dapprima in lingua italiana e più tardi in vernacolo milanese.

Allievo del Collegio Ghisleri di Pavia, laureato in Medicina e chirurgia, conseguendo numerose specializzazioni. Onorato del grado di Grand'Ufficiale dal Presidente della Repubblica. Divulgatore di argomenti sanitari per un cinquantennio su gran parte della stampa nazionale, per varie emittenti radiofoniche e televisive.

Vincitore di vari premi di poesia dialettale (a Milano, due volte il Sant Ambroeus 1973 e 1974 e il Premio Gabiazzi 2000 per la cultura milanese, a Como l'Alessandro Manzoni, a Varese la Gioeubia) è Presidente Onorario dell'Accademia del Dialètt Milanès e del Sciroeu di poètta. Opere in versi: in lingua Preludio (1939) - Giorni perduti(1946) - Rose d'argento (1971) - I volti e le stagioni (1973) - La farfalla prigioniera (1977) - Verde tenero (2000), in vernacolo: De l'alter a doman (Ed. Bietti, Milano 1973) - Lampion in la scighera (Ed. Lativa, Varese 1974) - Solitari (1980) - El mè mestee (50 fra sonetti e altro - 1982) - La vita rustega (1993) - I fiorett de Sant Ambroeus (1997) - Vent de la sera (1998) - "L'accademia di sass" (30 sonetti a metrica russa, cioè tre quartine e due versi finali).

Inoltre: I sonetti prostatici (traduzione in milanese di un poemetto inedito di Della Chiesa Jemoli Speri del 1942-43) e Georgicon - Liber Quartus (El liber de l?Apicoltura) - libera traduzione dal latino in milanese (2002).
Muore l'8 febbraio 2006. 
 
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